La Gazzetta degli Alfieri


Giornale online dell'I.C. Savio-Alfieri collegato al Pon "Conosco, penso,scelgo"

Direttore responsabile Marianna Guarino, direttore editoriale Salvatore Testa, tutor Anna Marrone

un fil-rouge scuola-studenti-famiglie

Questo giornale on line nasce dal pon "Penso, conosco, scelgo" nato con l'intento specifico di migliorare e approfondire negli studenti la conoscenza del territorio in cui vivono con le loro famiglie; un territorio che ha una storia millenaria e tradizioni culturali, politiche e religiose proprie.  Soprattutto, il giornale vuole porsi come mezzo di collegamento e comunicazione  tra le varie componenti della scuola (Dirigenza, docenti e personale non docente, studenti), le famiglie e le istituzioni che operano sul territorio.      Questo è il primo momento di approccio a tematiche a volte sconosciute e a un mezzo nuovo che gli studenti impareranno a utilizzare al meglio nel corso degli anni. Gli articoli sono quasi tutti frutto di un lavoro collettivo e sono stati lasciati così come i ragazzi li hanno scritti per dare spontaneità ai pezzi. Con un lavoro costante e continuo i ragazzi che si succederanno nel corso degli anni avranno la possibilità di impadronirsi delle tecniche proprie del giornalismo.  Ad majora ragazzi!

Salvatore Testa, Direttore editoriale


Il saluto dei giornalisti della Campania

     Un caro saluto di buon anno e buon lavoro alla Gazzetta degli Alfieri, una voce importante che si aggiunge al panorama dei giornali scolastici che costituiscono e rappresentano un settore fondamentale per la nostra informazione. Per diverse ragioni.

     Innanzitutto cominciare a praticare il giornalismo nelle scuole è decisivo per acquisire una maggiore padronanza nell'uso corretto del linguaggio ma anche per radicare e consolidare una coscienza critica che è alla base sia della nostra professione sia del ruolo che la società civile deve avere nel nostro paese. Proprio tra i banchi di scuola può e deve cominciare a maturare questa coscienza.
     Altro dato importante riguarda la cronaca locale. Seguire la vita e, in particolare, le criticità del proprio quartiere è un compito che tutti noi cittadini dobbiamo svolgere e farlo a scuola, utilizzando il mezzo giornalistico, è un valore aggiunto che va ad arricchire il mondo dell'informazione.
     Auguro perciò buon lavoro alla direttrice, Marianna Guarino, al direttore editoriale Salvatore Testa, un amico e collega di grande esperienza e professionalità, sempre vicino al mondo della scuola e al suo quartiere. E buon lavoro agli studenti giornalisti, augurandomi che tra loro qualcuno possa davvero intraprendere questa meravigliosa professione.

Ottavio Lucarelli, Presidente Ordine dei giornalisti della Campania

Il quartiere, la scuola, la piazza

Secondigliano, una storia millenaria

Pochi sanno che anche la degradata periferia a Nord di Napoli può vantare una storia ricca e gloriosa, testimoniata anche dalla presenza di monumenti e opere architettoniche di grande pregio. I quartieri a nord di Napoli riempiono troppo spesso le pagine di cronaca nera dei giornali locali e nazionali,  ma ciò non ha impedito a numerosi studiosi, napoletani e non, di interessarsi alla storia di aree come Secondigliano, Miano, San Pietro a Paterno, portando alla luce interessantissimi spunti di indagine sulla storia dei casali napoletani. I casali rurali sono stati infatti il nucleo originario di interi quartieri dell'area napoletana con storia, cultura e tradizioni propri e ora ridotti a trascutate, quasi come se questi non avessero altra storia se non quella delle violenze che quotidianamente vi si consumano. Secondigliano è un esempio di questa "trasformazione". 

La "porta" del quartiere è Piazza Giuseppe di Vittorio; il territorio si infila a cuneo tra i quartieri S.Carlo all'Arena, Miano, San Pietro a Patierno, Scampia e i comuni di Melito, Casandrino, Arzano e Casavatore.

L'origine del nome "Secondigliano" è tuttora incerta. Secondo alcuni deriverebbe dalla famiglia dei Secondilli, che qui stabilì la propria dimora, secondo altri dai colli Secondilli che circondano la città da nord-est a nord-ovest. Altri ancora ritengono che il nome derivi dalla collocazione del quartiere all'altezza del secondo miglio della via Atellana (secundum milla). Nel corso del 1600 anche Secondigliano, come gli altri Casali di Napoli, si trasformò in Universitas, unità amministrativa indipendente governata da assemblee popolari. Il casale riforniva gran parte della citta di frutta, vino, grano, ortaggi, cereali grazie alle sue fertilissime campagne a 150 mt. di altitudine. Particolarmente fiorente era la coltivazione del gelso da cui si ricavava il nutrimento dei bachi che producevano seta di eccelsa qualità. Dall'allevamento dei maiali e dalla macellazione delle carni si ricavava il rinomato "salame di Secondigliano", la cui ricetta è andata perduta nel corso dei secoli.

Agli inizi del 1800 le Universitas, istituzioni ormai obsolete, furono abolite e convertite in comuni autonomi.

Nel 1925 Secondigliano fu annesso al Comune di Napoli, acquistando sempre di più i caratteri di "periferia". Fino agli anni '50 però il quartiere conservò le sue caratteristiche di borgo rurale, divenendo meta di scampagnate, preferita dalle famiglie napoletane per l'aria salubre e la presenza di numerose trattorie. Causa del degrado che ancora oggi affligge il quartiere è stata l'edilizia selvaggia degli anni '60, che ha reso Secondigliano zona di edilizia popolare ove confinare i ceti più bassi, distruggendone le rimanenti aree verdi.

La nostra scuola

 La nostra scuola è ubicata al corso Secondigliano, la strada principale del quartiere.

L'istituto comprensivo Statale " SAVIO-ALFIERI" nasce il 1 Settembre del 2003 dalla fusione di due storiche scuole, la  media "SAVIO " allocata prima nei locali della parrocchia della Natività di Maria e dal 1998 nel monumentale palazzo al Corso Secondigliano 80 e la elementare «Vittorio Alfieri».

Il nome SAVIO-ALFIERI deriva da due nomi: il primo è Domenico Savio, un Santo, allievo di San Giovanni Bosco. Nacque a Chieri il 2 aprile 1842, muore a Castalnuovo Don Bosco il 9 marzo 1857 e fu proclamato Santo nel 1954 dal Papa Pio XII.Il secondo è Vittorio Alfieri, un drammaturgo, conte, poeta, scrittore e autore teatrale italiano. Nacque il 16 Gennaio 1749 ad Asti e muore l'8 ottobre a Firenze nel 1803. La scuola Domenico Savio nasce presso la parrocchia della Natività.

Oggi l'I.C.S. Savio-Alfieri conta una popolazione scolastica di circa 800 alunni distribuiti nei tre plessi scolastici, scuola dell'infanzia e secondaria di primo grado al civico 80 e scuola primaria al civico 90, tutti protetti dal vincolo storico ed inseriti nel patrimonio artistico del centro storico Secondiglianese. Su 5 scuole di Secondigliano, solo due hanno un indirizzo musicale, una di esse è la nostra scuola.

La nostra Dirigente scolastica, prof. Marianna Guarino

Marianna Guarino, preside della Savio Alfieri, è originaria di Scampia, il quartiere nato su terreni agricoli che un tempo erano il polmone verde di Secondigliano, e frequentava la Carlo Levi. Inizialmente si vergognava del luogo della sua origine, da molti ritenuto malfamato, ma col passare degli anni ha capito che non ci si deve vergognare per cose di cui non si è responsabili..

Per lei la scuola era il pilastro della sua vita, all'inizio non andava molto bene, però capì che se voleva realizzare i suoi obiettivi doveva rimboccarsi le maniche e studiare. Suo padre gli aveva tramandato La passione per la scuola le era stata trasmessa dal padre, un professore di matematica (che insegnò proprio alla Savio Alfieri).

Prima di fare la preside, aveva lavorato come amministratrice della contabilità, poi partecipò a un concorso per insegnanti articolato in tre prove, arrivò terza e capi che era il lavoro adatto a lei, il lavoro della sua vita e che l'ha portata a diventare dirigente scolastica.

Il suo obbiettivo, infine, è quello di far uscire da questa scuola persone con valori ed obiettivi sani che possano inserirsi in maniera valida nella società e nel mondo della produzione.


La "porta" del quartiere: Piazza Giuseppe di Vittorio, nota come Piazza Capodichino

La porta di accesso al nostro quartiere è intitolata al grande sindacalista del dopoguerra Giuseppe di Vittorio, ma è meglio nota con il toponimo storico di Piazza Capodichino. Un tempo, quando nel Regno di Napoli era in vigore la pena di morte, era nota anche come "Piazza della forca" perchè qui venivano impiccati i condannati alla pena capitale. I condannati venivano lasciati appesi per numerosi giorni come monito ai malviventi.

  La piazza nasce nel XIX secolo quando fu collegata, nel 1812, con la zona di Poggioreale e con via Foria tramite la nuova strada di Capodichino, costituita dalle attuali via Don Bosco, via nuova del Campo (cioè il campo di Marte) e viale comandante Umberto Maddalena. La nuova strada fu disegnata da Giuliano De Fazio. Nel 1824 Ferdinando I (che da poco aveva cambiato il suo nome dall'originario Ferdinando IV e che sarebbe morto l'anno successivo) decretò ufficialmente la costruzione del cosiddetto muro finanziere, una cinta muraria lunga undici miglia atta a contrastare e debellare il contrabbando.

     Il muro finanziere fu costruito da Stefano Gasse tra il 1826 e il 1830 e circondava la città passando da Posillipo al Vomero e a Miano, da Capodichino al ponte della Maddalena. Proprio in piazza Di Vittorio sorgeva una delle quattro barriere principali, tutte sopravvissute alla demolizione: l'edificio mostra un ingresso adornato da quattro colonne ioniche e un piano superiore con due ali ai lati. Il complesso fu rimaneggiato e privato della parte retrostante negli anni a seguire e utilizzato prima come scuola elementare e, in tempi più recenti, come stazione della Polizia municipale. Se Stefano Gasse progettò sia il muro che le barriere doganali, Giuliano De Fazio progettò al centro della piazza l'edificio della Rotonda, in stile neodorico e coperto da una cupola emisferica, destinato ad ospitare gli ufficiali della polizia e della finanza. L'edificio verrà abbattuto nel 1927 in occasione dei lavori di riposizionamento nella piazza delle rotaie delle Tranvie Provinciali.

     Dopo il 1848 la piazza fu adornata con otto obelischi in piperno, così da accrescere il carattere monumentale della barriera daziaria, che era ritenuta la più importante per la vicinanza della strada che conduceva a Roma e a Caserta. L'8 dicembre 1856 Ferdinando II, in visita all'esercito in rassegna al campo di Marte, scampò ad un attentato ordito dal soldato Agesilao Milano e profeticamente annunciato gli da frate Luigi di Sant'Antimo. Il re per lo scampato pericolo fece costruire in piazza una chiesa dedicata all'Immacolata Concezione.

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-  Una tragedia dimenticata; 

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- Calcio::Secondigliano e Scampia in Serie A;

 - E' di Scampia la più bella d'Italia

                         


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- Mini sondaggi: Piazza Capodichino e Corso Secondigliano

      

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Testimonianze

I ragazzi spiegano il senso del Pon cui stanno partecipando


CONOSCO - PENSO - SCELGO  


   Stiamo lavorando a un Pon che si chiama "Conosco, penso, scelgo". E' un progetto che ci consente di imparare termini e modi di scrivere per la nostra formazione, scoprire nuove notizie e aggiornarci sul passato per costruire un più ricco bagaglio di conoscenze d trascorrere il tempo in maniera proficua.

        Grazie a esso abbiamo rinnovato i nostri interessi, eliminando quelli futili e aggiungendo quelli utili per il nostro futuro. Ci siamo appassionati moltissimo perchè siamo interessati a conoscere la storia e la cultura del nostro quartiere e di quelli che lo hanno abitato prima di noi.

     Ci ha colpito molto sapere che questa storia è una parte della vita della nostra Dirigente scolastica, Marianna Guarino, e ci piace molto il modo di essere e il sapere del nostro compagno di viaggio nella Gazzetta degli Alfieri, il nostro Direttore editoriale, un uomo saggio e molto disponibile nei nostri confronti.

UN PROGETTO INNOVATIVO      


Quello di cui ci stiamo occupando è un progetto molto innovativo, interessante e al tempo stesso creativo, che valorizza il pensiero di noi giovani e lo rende pubblico. Esso riesce a stimolare la voglia di fare e argomentare discorsi non sempre affrontati nelle tre ore settimanali, tra le più formative e avvincenti.

     Tra gli argomenti più trattati troviamo la storia del quartiere Secondigliano, sul quale abbiamo effettuato numerose ricerche per informarci sul territorio e le sue caratteristiche economiche, sociali e. religiose. Da quando abbiamo cominciato notiamo un cambiamento in positivo, riscontrato con un miglioramentoi lessicale e formativo, che ci aiuta anche nel quotidiano. Troviamo interessanti le lezioni e gli argomenti che si rivelano sempre più coinvolgenti, proprio come le lezioni e. la sensibilizzazione sui temi. Con questo progetto siamo migliorati parecchio,  ed è una esperienza che non dimenticheremo .

 RIFLESSIONI SULLA SCUOLA

Abbiamo aperto una discussione sulla scuola arrivando  alla conclusione che essa è l'organo più importante della società, serve a istruire e formare i giovani e garantire a tutti un bagaglio culturale. La scuola è il mondo, dell'oggi, ma soprattutto quello del domani. Ci racconta che cosa siamo,  cosa saremo o avremo deciso di essere. Il suo ruolo è  educare e  formare i ragazzi perché siano pronti per affrontare la vita, insegnando libertà di pensiero e indipendenza. Il percorso che si intraprende non deve essere solo di tipo conoscitivo ma anche emotivo e sociale.

Essa è un luogo di incontro e condivisione con i coetanei dove si vivono i momenti più belli, hanno luogo le prime esperienze, i primi amori e anche le prime delusioni. Talvolta è anche un luogo di intrattenimento, dove si svolgono attività come i PON,  attività extracurriculari che coinvolgono gli studenti;  finanziati con fondi strutturali europei per formare, agevolare, acculturare e per l'inclusione sociale, e l'inserimento del lavoro.

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